DONY, LUNA E CESARE

DONY, LUNA E CESARE

La professoressa di filosofia Donatella di Cesare piange e rimpiange la compagna terrorista Barbara Balzerani in arte Luna (sussunto: facevi bene ad ammazzare, sorella, la rivoluzione non è un pranzo di gala – ed è orgasmica proprio per questo – e la violenza è sempre e solo di Stato) e vogliono toglierle la.cattedra; al che scoppia il dramma perché meglio lo strapuntino di Stato oggi che la lotta armata palingenetica domani, ossia anche oggi la rivoluzione la facciamo domani. Io però difendo la libertà di delirio di Dony, nessuno tocchi di Cesare, che in più scrive per il compagno Travaglio, in quanto voglio essere libero di continuare a disprezzarla a testa alta. La sua, senza l’aura della martire. Continuo a sostenerla, ossia a volermi sentire diverso da lei, anche quando a difenderla spuntano, orgogliosamente riprodotti dall’interessata che ormai raccatta sponde ovunque, i kollettivi anarchici della stella nera, che differisce dalla rossa a 5 punte solo per sfumature armocromatiche. Del resto se questi virgulti della tolleranza li aveva già sponsorizzati Mattarella, nientemeno… Insisto, seppure la mia repulsione cresca, pur constatando che la nostra guerrillera da talk show ha un concetto pacifista inconfondibile, cioè lasciate fare ad Hamas e a Putin quello che vogliono, voi sporchi guerrafondai, sionisti di merda. Persisto, diabolicamente, perfino ricordando che la nostra ideologa da lavagna difendeva la repressione di Stato dei banchieri chiamata lockdown e ricatro vaccinale. Alla fine però spunta dal web una antica dichiarazione d’amore della prof per Cesare Battisti e qui la mia disponibilità finisce, cara Donatella per Cesare. Perché definire, maliziosamente, uno scarto di verme del genere come un agnello sacrificale che è stato “preso’, per dire abusivamente catturato dallo Stato repressivo, francamente è troppo: rasenta la malafede e la supera. Queste sono miserie da wu Ming che quando il loro eroe disse tutto, Gringo, 4 omicidi e quant’altro, fecero finta di non sentire, tali e quali ad altre groupie imbarazzanti ma senza imbarazzo come Sansonetti, Saviano, Evangelisti, Genna e altri 1500 firmaioli dei miei coglioni. E, per l’appunto, Dony la prof. Che non è tanto pericolosa per “gli studenti”, capacissimi di smerdarsi anche senza le sue lezioni, ma per la dignità di una università, di uno Stato, di un Paese che ormai sta finendo anche l’ultima goccia di riserva. MDP (per sostenere il Faro una ricarica PayPal via maxdelpapa@gmail.com)