FERRAGNI, LA LEGHISTA

Chiara Ferragni testimonial ufficiale della Lega per la campagna vaccinale. Lei, moglie di uno che per Salvini ha sempre ostentato disprezzo; entrambi icone della sinistra piddina che li premia con gli Abrogini d’oro per meriti non pervenuti. Sarebbe da stupirsi, da restare interdetti ma ormai la realtà ci ha ampiamente superato. Cosa dimostra la Ferragni “leghista”? Dimostra la conferma della grande mangiatoia, tutti dentro, nel governo per spartirsi il potere in prospettiva delle sirene del Recovery Fund. Dimostra anche la subalternità della destra ai modelli culturali della sinistra, che sono modelli sconcertanti: due affaristi (si legga l’inchiesta de l’Espresso) dal seguente curriculum: erogatori di selfie, di scatti, di pose. Lui come artista è inconsistente, lei la chiamano la bocconiana ma la Bocconi l’ha vista giusto passare in tram. Culturamente, fino a prova contraria, non hanno una sostanza neppure elementare. Ma fanno soldi, tanti soldi e questo alla politica da social basta e avanza. Con un conseguente disprezzo per quanto possano pensare i rispettivi elettori. Poi potranno anche darci dei qualunquisti, ma quale qualunquismo più becero, più infame di questa caccia ai ragazzini danarosi? Va bene, l’abbiamo capito, i due, lei almeno, hanno la strada spianata verso il Parlamento: poi andassero a lamentarsi dell’astensionismo, della disaffezione verso la politica. Se la politica è questo restare aggrappati a certi personaggi, meglio starne alla larga. A questo punto è una questione di etica, di decenza personale.

MDP