GRAZIE, IO SCENDO

Chiedo scusa se parlo ancora di me (poi mi diranno che sono narcisista, la patologia omnibus), ma in questo caso il me è occasionale cioè può valere per chiunque: anche per te che – spero – mi leggi. Il fatto è che sono stato invitato, per la quarta volta, al No Paura Day che è un movimento “contro”. Contro cosa? Contro quello che per brevità definiamo regime sanitocratico o almeno così credevo; in questo senso sono andato più volte a denunciare le storture, le prepotenze che gli ultimi due governi si sono passati sulla nostra pelle col pretesto della sicurezza. Non ho mai detto in quella sede, così come non ho mai scritto, di essere novax più di quanto non sia provax. In una parola, per me era un problema che non si poneva. Al punto che alla fine, all’ultimo giorno, mezz’ora prima dell’appuntamento, ho deciso di conseguenza, soppesando vari aspetti e considerando la totale approssimazione di tutte le posizioni in merito. Vada per la somministrazione, almeno non mi rompono più i coglioni. Apriti cielo: accuse di tradimento, di svendita, di essere un rinnegato, uno che vuole far carriera, per poco non perdo pure cari amici che non si fidavano più. Un fedifrago, capace di chissà quali altri crimini. Nel frattempo, dopo il vaccino, Pfitzer nello specifico, sono stato male come mai prima e ho deciso di raccontarlo perché mi sembrava doveroso ovvero per dire, nel mio piccolissimo: giù le mani dai ragazzini, questo non è uno scherzo. Al No Paura Day mi hanno chiesto se me la fossi sentita di tornare, per offrire la mia testimonianza. Ho accettato, naturalmente, perché non devo giustificarmi né pentirmi – ci si pente di avere ammazzato qualcuno, non di avere ceduto a un siero più per quieto vivere che per altro. Ho trovato una platea francamente diffidente, se non ostile. Certo, si vantano di tollerare, e già questo è indicativo, le opinioni diverse, ma la realtà è che questa loro è una falsa tolleranza: non sono per il rispetto della libertà ma solo della loro libertà; non sono agnostici, sono novax senza sconti anche se non lo ammettono. Ho ricevuto, come mi aspettavo, fischi, contestazioni, qualche provocazione, per esempio da uno che non mi lasciava mai parlare – poi ho saputo che vuole andare a San Marino a farsi lo Sputnik, così non lo vede nessuno. Ho litigato con un alcolizzato infine portato via dalla Digos. Una spiritata è venuta a chiedermi se dopo il vaccino mi si attaccavano addosso oggetti metallici: le ho risposto di non dire scemenze e per poco non le pigliava una crisi isterica. Era la stessa che alla vigilia mandava messaggi vocali: se chiamate Del Papa, allora tanto vale invitare Burioni. Ovviamente, faccia a faccia ha negato. La tolleranza di questa brava gente sta in questo, che per loro uno che si vaccina è uno strano animale a mezzo fra un delinquente e uno scemo: “Va beh, sei un coglione, hai fatto una cazzata, ma ti accettiamo lo stesso” è stato il commento, espresso o implicito, che ho costantemente riscontrato. Perché loro sanno, sanno tutto. Ma cosa sanno? Citano studi, sbandierano rapporti bomba, quando nessuno ha ancora una comprensione soddisfacente sulla faccenda Covid e la scienza ufficiale non sa ancora trovare una posizione definitiva. Considerano il coronavirus una alchimia micidiale creata in laboratorio ma allo stesso tempo un falso virus che non fa niente, anzi non c’è proprio. Viaggiano a complotti e sono rabbiosi esattamente come le vestali del vaccino ad ogni costo. Da una parte i virologi influencer, i disadattati fan del marziano Speranza, dall’altra gli amatori, i profeti dell’omeopatia, gli stregoni della danza della pioggia, gli scienziati alternativi che se la cantano e se la suonano, che magari hanno colto la posizione eretica per partito preso o per volgari questioni di interesse personale, familiare. Non è roba che possa interessarmi. Da ultimo, mi informano che certo dr. Amici ha tuonato: mai più io al No Paura Day visto che avete invitato quell’infame. Che sarei io. Che perdita per l’umanità. Ora, io non conosco questo Amici più di quanto Rivera conosca Burioni. Amici di chi? Gente per me che ha trovato il modo di farsi notare, e adesso è atterrita all’idea che il divertimento finisca. Mi spiace, non avevo certezze prima, ne ho ancora meno adesso, mi limito a considerare che anche su questa faccenda, tragica, globalmente tragica, tutto è finito nel solito modo, una setta contro l’altra, lunatici versus lunatici, e tutti a compatire quegli altri, perché loro e solo loro sanno. Alla maniera di Grillo: quello che non sai è vero, quello che sai è falso. Loro sanno quello che non sanno. E più d’uno ci marcia, succeda quel che deve succedere. No, grazie, scendo qua. Io al No Paura Day mi son fatto anche qualche amico, e so che lo manterrò. Però al di fuori di questa storia, che per me è finita sabato: mi sono sinceramente rotto i coglioni di avere a che fare con fanatici di ogni tipo e misura. Ancora non ristabilito, sono andato a testimoniare di quanto possa essere pericoloso un vaccino, sulla mia pelle. Qualcuno mi ha scritto che dovevo crepare, che era quello che meritavo. Qualcuno mi ha urlato che dovevano mettermi in manicomio: a vederli, laggiù in fondo, sul prato, direi che sanno di cosa parlano. Poi se la possono pitturare come vogliono, ma in questi movimenti la libertà è una faccenda molto curiosa, e non coincide con la mia. C’è una cosa, prima di cominciare gli organizzatori sono stati costretti a spostare l’intera baracca per due volte sotto un sole di rame: temevano le ritorsioni della polizia e del comune di Cesena. Io non l’avrei fatto. Ma ognuno è gregge a modo suo.

MDP