LA SOCIETA’ DEL MOSTRUOSO

LA SOCIETA’ DEL MOSTRUOSO

Io non so se sia più mostruoso uno che ammazza la fidanzata col feto in grembo e poi cerca di bruciarla e poi va dall’altra a dire siamo liberi, godiamoci la vita, o la madre di questo che nel pieno di un orrore simile va in televisione a frignare. Che mostro che ho fatto, non lo perdono. Allora, i cari lettori in cui sopravvive una naivéte ostinata dovrebbero sapere quanto segue. Che in televisione niente è casuale, fin dal fatto di entrarci. Questa è sicuramente già stata accalappiata da qualche impresario che la manovra, le dice cosa dire, cosa piangere, e poi spartiscono ovvero lui si prende il grosso: di solito, questi scarti di cronaca si accontentano, all’inizio, degli spiccioli. Diceva, intercettata, la cugina Sabry, la pugliese in galera con la madre per aver fatto fuori la cuginetta Sarah Scazzi: cazzo non ho tempo di fare tutte le interviste e mi sto finendo le lacrime. Perché piangeva, piangeva sempre. Dopo, finita l’intervista, rideva e diceva: quanti stavolta? Parlava di spettatori e, quindi, di soldi. Però adesso sta in fama di martire perché forse è stato il padre, il leggendario zio Miché presunto pedofilo. La meravigliosa provincia italiana. Anche cugy Sabry a un certo punto si era ribellata: ma che cazzo, io i soldi non li vedo. Poi sono andati a prenderla, ed è finita la festa. Lei sognava un futuro da opinionista sui cubi che poi è quello che aspetta, o almeno si aspetta anche il barman terrunciello e assassino: voi che leggete potete essere naif, io no e pazienza se mi detestate quando vi dico: non c’è pentimento, non c’è ravvedimento, fra Cristoforo era un personaggio letterario, io in oltre 30 anni di cronaca feroce non ne ho mai trovato uno davvero col rimorso e ricordo certi casi limite: quello cui il migliore amico aveva stuprato la figlia, che faceva la conferenza stampa per dire: non me la doveva fare, andavamo sempre a molestare le minori ma tra noi no, non è giusto. Al che io davo di matto ma i colleghi fermo, ma che fai, che ti frega. E anche l’avvocato, che era mia amica: Massimo non impari mai. Invece ho imparato, ma lo schifo c’è sempre. Poi si venne a sapere che le cose non stavano proprio come ce le raccontava quello, stavano che il papi aveva convinto la figlia a sedurre l’amico sapendolo depravato in modo da ricattarlo. Alla fine quello crepò d’infarto, mi dissero o vollero insinuare che era anche colpa dello sputtanamento sui giornali, nel quale mi ero distinto, ma non ho mai osato sperarlo davvero. Erano gli anni Novanta e la notorietà lercia, criminale non così ancora diffusa: oggi per emergere devi avere fatto almeno un paio di stragi, bruciato la compagna con tuo figlio dentro, violentato bambine, non basta più neanche rubare a man salva perché lo fanno tutti. Se superi il limite demoniaco arrivano le proposte di collaborare nei giornali garantisti. E siccome questo continua a non starmi bene, e lo scrivo, Twitter mi cancella per la quarta volta l’account, perché Musk sta in America ma l’Italia è la solita fogna woke. Comunque cari lettori non illudetevi: la mamma del terrunciello killer minaccia di restare in circolazione a lungo, con le sue smorfie, il suo dolore esibito o recitato, i suoi programmi del pomeriggio, poi della mattina, poi in prima serata. Con le cronache delle corna, sul morboso piccoloborghese o lumpensciampista, con le altre scriteriate che lasciano gli orsetti di pelouche sul luogo dell’eccidio e si fanno i selfie a cuore, come le mignotte che vanno a Dubai. Almeno fino a quando un orrore più squallido, più atroce, più abominevole renderà il tutto obsoleto e gli impresari avvoltoi cambieranno carogna. Siamo nella civiltà del mostruoso, inutile fingere o sperare di no. MDP (per sostenere il Faro basta una ricarica via PayPal tramite mail maxdelpapa@gmail.com)