E’ SEMPRE DEMOCRAZIA DEGLI ANTICIPI

C’è questa Daniela Collu, autrice di foto consapevoli del pregevole petto, che essendo della sinistra riflessiva e forse letteraria scrive tweet d’auspicio della morte di Berlusconi e poi li rimuove. Il suo editore, perché pubblica con Mondadori. Vecchia storia quella degli ingrati, degli opportunisti abituati a tenere il piede in due scarpe, pugno chiuso per la rivoluzione che verrà ma, intanto, la democrazia degli anticipi col Sultano o Caimano. Da venti anni me ne occupo, col bel risultato di essermi fatto da solo terra bruciata. Perché certi soggetti hanno le porte aperte e il vizio di telefonare ai giornali, alle case editrici. Venti anni fa lo definivano il Cavaliere Nero, l’epigono di Mussolini, e io: ma allora che ci state a fare nelle sue aziende, televisioni, edizioni? Quelli, scandalizzati: “Non raccogliamo la provocazione. Noi siamo democratici. Facciamo la guerra dall’interno”. Ma del loro entrismo leninista non si accorse nessuno, perché non c’era. Come il Casarini Luca che dopo una vita di casini per terra e poi per mare fa un libro per Berlusconi così commentandolo: “E’ un risarcimento”. Per cosa? Poi il collettivo maoista bolognese Wu Ming, chissà se qualcuno li ricorda ancora, e questi erano organizzati, infiltravano i forum del giornale di musica con cui lavoravo, manipolavano Indymedia che era il social dei terroristi dei primi anni Duemila, arrivavano a confezionare una diffamazione su Linus il cui editore di allora, Michele Dalai, fingeva di credere. Uno spettacolo penoso. O l’ineffabile Andrea Scanzi, uno che, nietzchianamente, si è raggiunto, è arrivato ad essere chi era, un clown. Faceva dire a Daniele Luttazzi che Berlusconi era infame, un pericolo pubblico e Costanzo “pericoloso per la democrazia”, eccoli lì i due piduisti; poi un giorno te lo ritrovavi da Costanzo, per il quale aveva fatto una prefazione.

All’epoca anche io criticavo duramente Berlusconi, quando pareva avere tutti i poteri e nessun argine. Ero un ingenuo perché non vedevo che la sinistra il suo potere gramsciano, ramificato, non l’avrebbe mai mollato a cominciare dal controllo della magistratura. Ero un manicheo un po’ coglione, ma almeno l’entrismo parassitario me lo risparmiavo e anche dopo, riequilibrate le cose, dato a Berlusconi quel che gli spettava nel male e nel bene, non ho cercato nessuno e nessuno mi ha cercato. Intransigenza che non mi è mai stata perdonata: “Ah, ma tu non capisci come girano le cose, non sai stare al mondo e non impari che bisogna esporsi ma fino a un certo punto o meglio per finta, a parole, senza fare fastidio a nessuno e tenendosi sempre aperte le porte avverse”. No, non lo capivo, non lo ho mai capito, non sono Cruciani per dirne uno, ma non è importante. Quello che capivo era l’opportunismo dei fanatici alla Santoro che, avanti e indietro da Mediaset, trovava il modo di vantarsi: “Sono un personaggio ambiguo”. O la Sabina Guzzanti, una delle più esaltate, non però al punto da rinunciare ai diritti d’autore del solito “cannibale della democrazia”. Un’altra finita nel vortice, come tutti quelli che cascano nell’orbita travagliesca. Ma siate clementi con questa sconosciuta Collu dal pregevole petto, in fondo non fa che tenere viva una tradizione e quando spera che il suo editore muoia non dice davvero, fa la sovversiva da ginnasio ma in cuor suo si augura altri cent’anni di vita e di anticipi. Magri, magari, ma purché arrivi qualcosa. MDP (per sostenere il Faro basta una ricarica su Paypal via mail maxdelpapa@gmail.com)