dopo il vaccino

Sabato avevo l’appuntamento: ho traccheggiato fino a mezz’ora prima, poi mi sono deciso: e facciamoci ‘sta punturina. Non morivo dalla voglia, o, più esattamente, era l’ultimo dei miei pensieri, ma ho parlato col medico, l’ho fatto somministrare a mia madre, mi sembrava giusto assumermi la stessa responsabilità sotto diversi aspetti. Poi non c’era verso di avere una risposta chiara, due fazioni di esaltati l’una contro l’altra, le sciocchezze scientifiche, quelle politiche, alla fine, riflettevo, finirà con l’obbligo per tutti, piaccia o non piaccia, quindi tanto vale togliersi il pensiero. Inoltre ho impegni pubblici e non mi va di complicare la vita a chi organizza eccetera. Credo fortemente nella libertà di scelta, libertà vera, senza implicazioni suggestive, e con questa coerenza mi sono regolato, così che fosse una faccenda totalmente personale. Non ne avrei neppure voluto parlare. Senonché da sabato non sono più stato lo stesso. Negli ultimi 15 mesi neanche un raffreddore, dopo la sacra rappresentazione mi è scoppiato tutto insieme. Ieri, a 96 ore di distanza, è stata la giornata peggiore: dolori ovunque, disturbi di ogni genere, una secchezza delle fauci spaventosa che induceva a bere senza requie, senza dubbio febbre (non la controllo mai) e la sensazione raggelante di qualcosa che il corpo non controlla. Anche adesso mi sento come uno uscito da un incontro di boxe dove le ha prese per 12 round e non riesce a rimettere insieme i pezzi. Non venissero a dirmi che è normale, perché io una cosa così non l’avevo mai passata; perché mia moglie ha patito lo stesso; perché da piccolo e anche da grande nessun siero ha scatenato effetti, per giunta così virulenti, ancora dopo 4/5 giorni:  in questa storia di normale non c’è niente. Ho voluto in un certo senso sperimentare sulla mia pelle e adesso so. Adesso posso parlare. Non voglio che nessuno si regoli su di me, ma mi pare doveroso riferire cosa sto provando e quello che sto provando è la strana sensazione di essere stato morso da un ragno radioattivo, per cui o schianto o mi risveglio camminando allegramente per il soffitto mentre sparo ragnatele dai polsi. Questo preparato, Pfitzer nel nostro caso, non è normale e non è per una cosa normale. A questo punto, per quanto mi riguarda, ritengo ampiamente dimostrato che questo accidente  è una diavoleria escogitata in laboratorio e sputerei in faccia a quelli, come Burioni, che assicuravano il contrario prima che l’evidenza, e niente altro, lì obbligasse a rimangiarsi tutto. Scienziati dei miei coglioni. Di conseguenza, l’antidoto non può che combattere, se lo combatte, l’anomalia con una anomalia uguale e contraria e per di più sperimentale, come ha ammesso lo stesso Figliuolo. Avessi bambini, non accetterei mai di farglielo prendere e di terza dose non se ne parla, questo generale è un pazzo. Ancora non so se farò il richiamo e se mai la faccenda per me finirà lì. Ma sono pentito, avessi saputo non lo avrei fatto, posso garantire che il malessere che si prova non è una roba normale. Poi possono dire quello che vogliono, ma io adesso so di cosa parlo. E un’altra cosa so. Non pretendo di stabilire connessioni di sorta (non sono mica un virologo tette o ciuffo al vento), so di moltissimi che dopo la prima dose non hanno patito effetti di sorta, sono contento per loro, ma di sicuro non posso stupirmi se ogni tanto, per qualche malaugurato “effetto collaterale”, qualcuno ci  stende le gambe.

MDP